[...] Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l'entrata aperta alla luce e ampia quanto tutta la larghezza della caverna, pensa di vedere degli uomini che vi stiano dentro fin da fanciulli, incatenati gambe e collo, sì da dover restare fermi e da poter vedere soltanto in avanti, incapaci, a causa della catena, di volgere attorno il capo. Alta e lontana brilli alle loro spalle la luce d'un fuoco e tra il fuoco e i prigionieri corra rialzata una strada. Lungo questa pensa di vedere costruito un muricciolo, come quegli schermi che i burattinai pongono davanti alle persone per mostrare al di sopra di essi i burattini. [...]Se quei prigionieri potessero conversare tra loro, non credi che penserebbero di chiamare gli oggetti reali le loro visioni?

(Platone, La Repubblica (VII, 514 a - 516 c), in Opere complete, vol. VI, Laterza, Roma-Bari, 1991, pp. 229-232 )

 

In questo testo ci sono senza dubbio concetti già intuiti da qualche parte, non sembra?

 

IL MITO DELLA CAVERNA

 

Dopo aver letto queste parole pare chiaro che The Matrix ha degli ovvi riferimenti alla filosofia platonica, ed in particolare alla "maieutica" ed a questo scritto.

Ed è infatti proprio su questo testo che si impernia la filosofia della matrice, del programma creato dall'architetto per intrappolare le menti umane e poterne, seguentemente, rubare dell'energia.

E' infatti sul principio del filtro delle emozioni, e quindi delle sensazioni, che siano vere o, come in questo caso, finte, che si basa il film.

Esattamente come racconta il filosofo greco, se una persona nascesse in condizione di non poter riconoscere il vero dall'irreale, potrebbe dar per vere le sensazioni che riceve, quindi ciò che vede e ciò che sente, nel caso che queste fossero irreali. Inoltre, a causa delle condizioni che non lo permettono, non sarebbe neanche in grado di interrogarsi riguardo la veridicità di ciò che i sensi gli forniscono, essendo la propria cognizione di reale diversa da quella ordinaria.

Ne deriva che il mondo all'interno del programma, se credibile, sembra reale alle persone che lo vivono, soprattutto poiché la Matrice invia alle menti veri impulsi nervosi.

Come spiegato anche all'interno del film, però, le prime persone intrappolate dalle macchine, si ribellarono ai tiranni meccanici, e quindi al programma stesso, perchè la prima Matrix era basata su sensazioni di estrema e perenne felicità, ragion per la quale gli esseri umani che avevano già vissuto nel mondo reale, dopo poco tempo iniziarono ad accorgersi della falsità del mondo che li circondava, e cominciarono a liberarsi rifiutando quel mondo ormai riconosciuto come ciò che era: Fasullo.

Seguentemente, però, il programma fu corretto, risultando a pieno come una fedele riproduzione del mondo reale prima dell'invasione, e venne, quindi, reputato inconsciamente credibile dalle menti, che intrinsecamente lo accettarono.

A questo punto solo un dubbio proveniente dall'esterno è in grado di risvegliare le menti...

 

 

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